CC BY-ND: il tranello della traduzione
La clausola NoDerivatives vieta la condivisione di versioni modificate; una traduzione è quindi considerata un adattamento e non è consentita senza un’autorizzazione separata.
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La CC BY-ND consente di condividere l’opera soltanto se non viene modificata in alcun modo. Una traduzione è giuridicamente considerata un adattamento perché trasferisce il contenuto in un’altra lingua. Pertanto, se traducete un documento CC BY-ND e poi lo condividete, violate la licenza, a meno che non otteniate l’autorizzazione esplicita dell’autore. Lo stesso vale per le modifiche, le rielaborazioni o persino l’aggiunta di commenti: qualsiasi modifica è vietata da questa licenza.
Per individuare questo tranello in un esame, ricordate che ND significa sempre «nessuna modifica consentita». Se una domanda menziona la traduzione, la rielaborazione o l’aggiornamento di un’opera CC BY-ND, la risposta corretta è che tali operazioni non sono consentite. Un rapido metodo di eliminazione: quando vedete ND, eliminate qualsiasi opzione che comporti la modifica dell’opera. Osservate inoltre che la CC BY-ND è più rigorosa della CC BY-SA, che consente gli adattamenti purché siano condivisi allo stesso modo. Nel confronto tra licenze, quindi, ND è quella che vieta tutte le opere derivate.
Un modo sintetico per mettervi alla prova: chiedetevi «Posso tradurre un articolo CC BY-ND e pubblicarlo online?». La risposta è no, perché la traduzione è un’opera derivata. Per ricordarlo, pensate a ND come a «No Derivatives» (non opere derivate): qualsiasi modifica, compreso il cambio di lingua, è vietata, a meno che non si ottenga una licenza separata.
Perché la licenza CC BY-ND costituisce un problema per il materiale tradotto o adattato?
La clausola NoDerivatives non consente di condividere versioni modificate senza autorizzazione.