Logica IF: condizione → azione, altrimenti → alternativa
La logica IF significa: se una condizione è vera, esegui un'azione; altrimenti, eseguine un'altra. La trappola d'esame consiste nel confondere quale ramo venga eseguito quando la condizione è falsa.
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La logica IF è una regola decisionale: si verifica una condizione — per esempio, che il valore di una cella sia superiore a 100 — e, se è vera, si esegue un'azione (ad esempio, applicare uno sconto). Se la condizione è falsa, si esegue un'azione diversa (ad esempio, non applicare alcuno sconto). La distinzione fondamentale è che il ramo «else» viene eseguito soltanto quando la condizione non è vera, non quando è assente o sconosciuta. Nei fogli di calcolo ciò corrisponde direttamente alla funzione IF: =IF(A1>100, "Sconto", "Nessuno sconto").
Per non confondere i rami, immagina un bivio: il percorso corrispondente a «vero» va a sinistra, quello corrispondente a «falso» va a destra. Una verifica rapida: leggi la condizione ad alta voce e indica che cosa accade quando è vera, quindi che cosa accade quando è falsa. Nelle domande d'esame, fai attenzione agli IF annidati: la condizione interna viene valutata soltanto se quella esterna è vera. Ricorda inoltre che «else» è facoltativo; in sua assenza, quando la condizione è falsa non accade nulla.
Come espediente mnemonico, pensa a un semaforo: verde (vero) significa procedere, rosso (falso) significa fermarsi. Per metterti alla prova, scrivi una semplice istruzione IF per una regola reale, come «se piove, prendi un ombrello; altrimenti, indossa gli occhiali da sole». Poi inverti la condizione per verificare di ottenere il risultato opposto.
Che cosa esprime la logica IF?
Una regola in base alla quale, se una condizione è vera, segue un'azione o un risultato, mentre se è falsa ne segue un altro.