Triangolazione delle fonti: verifica incrociata a tre vie contro i pregiudizi
Verificare un'affermazione consultando diverse fonti indipendenti e attendibili; non considerare i comunicati stampa ripubblicati come conferme distinte.
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La triangolazione delle fonti consiste nel verificare un'affermazione mediante il confronto incrociato tra più fonti indipendenti e attendibili, anziché affidarsi a una sola. La distinzione fondamentale è quella tra vera indipendenza e mera ripetizione: se tre siti di notizie riportano tutti lo stesso lancio di agenzia, si tratta di una sola fonte, non di tre. Una vera triangolazione richiede fonti diverse per origine, prospettiva o metodologia, come una relazione governativa, uno studio accademico e un'inchiesta giornalistica autorevole.
Per individuare una falsa triangolazione in un esame, cercare formulazioni identiche, la stessa data di pubblicazione o riferimenti che risalgono tutti a un unico comunicato stampa. Un accorgimento utile consiste nel chiedersi: queste fonti sarebbero in disaccordo se l'affermazione fosse falsa? Se ripetono tutte meccanicamente la stessa tesi, non sono indipendenti. Verificare inoltre il tipo di fonte: un blog che cita lo stesso comunicato stampa di un quotidiano non aggiunge nuove prove. Privilegiare le fonti primarie, ossia dati originali e documenti ufficiali, rispetto alle sintesi secondarie.
Ricordare questo criterio: se è possibile eliminare tutte le fonti tranne una e disporre ancora delle stesse informazioni, non è stata effettuata alcuna triangolazione. Una formula sintetica per ricordarlo è la regola dei «tre editori diversi, tre metodi diversi». Per una rapida autoverifica, immaginare di spiegare l'affermazione a un collega e di elencare tre fonti, ciascuna delle quali potrebbe essere errata per motivi differenti.
Che cos'è la triangolazione delle fonti?
La verifica di un'affermazione mediante diverse fonti indipendenti e credibili.